Chi sono i GD?

“Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia”
(Enrico Berlinguer)

I Giovani Democratici sono l’organizzazione giovanile del Partito Democratico, sorta il 21 novembre 2008 come fusione delle organizzazioni dei partiti confluiti nel PD, ereditando così la tradizione principalmente, ma non solo, della Sinistra Giovanile. Possono entrare a far parte dei GD ragazzi dai 14 ai 29 anni.

La nascita dei GD coincise con le primarie per l’elezione del segretario nazionale, Fausto Raciti (riconfermato nell’ultimo congresso), confermando così l’importanza di questo strumento per la natura democratica del partito, sia a livello giovanile che globale.

I Giovani Democratici sono presenti in ogni regione (inizialmente, appunto, con lo scopo principale di governare le primarie), e qui nel Lazio, dove operano i Giovani Democratici di Ciampino, la segreteria è presieduta da Luca Fantini, mentre a livello della provincia di Roma il segretario è Federico Del Baglivo.

I Giovani Democratici conservano una certa autonomia dal partito centrale, sebbene con esso le relazioni siano strette e la vicinanza ideale molto concreta. Tuttavia i GD dedicano la loro attenzione soprattutto ad alcune tematiche, principalmente quelle legate proprio al mondo giovanile (vedi lavoro, scuola, cultura, ambiente, famiglia, emancipazione ecc.), abbinando la visione politica ad un’intensa attività di tipo culturale che porti, ad esempio, i giovani verso una politica che sappia trasmettere l’enorme passione necessaria a far sì che le cose cambino. Lontano dall’antipolitica, verso una politica migliore, consapevole del proprio essere indispensabile.

Far sì che le cose cambino, in fondo, è l’unica motivazione che ci spinge ad agire. In questo l’Europa è la direzione, consapevoli che il mondo del futuro, quello che sarà il nostro mondo, potrà essere costruito solo attraverso l’Unione, le unioni e l’unità. Vogliamo che si parli di ambiente, di rivoluzione verso la sostenibilità, che si metta al centro la ricerca di una società snella, efficiente, attenta al merito e lontana dalla corruzione, dall’infiltrazione partitica, dalla gerontocrazia e dal giovanilismo. Vogliamo che, a partire dagli strumenti e dalle parole della nostra amata Costituzione, vengano rimossi gli ostacoli di qualsiasi tipo all’affermazione della propria personalità e dignità, gli stessi che continuano a costringere la nostra generazione a fuggire dal nostro Paese. momento storico in maniera particolare, puo’ portare alla scelta politica, ad avvicinarsi a un partito riformista, popolare, socialdemocratico e fortemente radicato.

Per noi più che per altri, noi alla ricerca di esperienza e di risposte, il legame con la cultura non può che andare più che di pari passo con la battaglia per la difesa e l’ottenimento dei valori democratici, liberali, laici, dell’associazionismo (anche filo-religioso), del socialismo europeo.

Cambiare.

Con le parole di Pier Paolo Pasolini: “Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo.” 

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